La Vuelta a España rimane avvincente; con il ritiro del campione, chi emergerà?
Nel mondo del ciclismo, le cadute sono sempre una spada di Damocle che pende sulla testa di ogni corridore. Possono essere il catalizzatore di momenti drammatici in una corsa, oppure possono riscrivere in un istante l'intera storia della stagione. Nella tappa del Tour de France, quando Wenger, con la Abbigliamento LottoNL-Jumbo Ciclismo, era impegnato in un'accesa battaglia con Pogacar, una grave caduta ha bruscamente posto fine al suo sogno di vincere il campionato. E di recente, nell'ottava tappa della Vuelta a España, una sorte simile è toccata a Pogacar. Il giovane prodigio sloveno, con la Abbigliamento UAE Team Emirates Ciclismo, è stato vittima di una grave caduta nonostante fosse uno dei favoriti per la vittoria, venendo infine costretto al ritiro. È la prima volta in carriera che Pogacar è costretto ad abbandonare un Grande Giro per infortunio, e la diagnosi post-gara è ancora più preoccupante: commozione cerebrale, frattura lussata della clavicola sinistra, frattura stabile della settima vertebra cervicale e multiple abrasioni. Dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico e a un lungo periodo di riabilitazione.
Un ritorno leggendario: il legame indissolubile tra Taddei Pogacar e Andorra
Nel mondo del ciclismo odierno, Taddei Pogacar è senza dubbio il numero uno indiscusso in termini di talento e dominio nei Grandi Giri. Vincitore del Giro d'Italia e di cinque Tour de France, questi prestigiosi successi sono scolpiti negli annali della storia del ciclismo, insieme alla sua Abbigliamento UAE Team Emirates Ciclismo. Tuttavia, pochi ricordano che sette anni fa, quel giovane talento fece il suo debutto in un Grande Giro alla Vuelta a España. Pur essendo ancora inesperto, Pogacar dimostrò una superba abilità ciclistica, vincendo tre tappe e conquistando il terzo posto nella classifica generale, sbalordendo il mondo intero.
Sette anni dopo, Pogacar torna alla Vuelta a España, puntando al Grande Slam.
Nell'estate del 2019, un ragazzo sloveno di 20 anni ha calcato per la prima volta il tracciato della Vuelta a España. All'epoca, Taddei Pogacar era solo un esordiente, eppure si era già fatto un nome sul suolo spagnolo: tre vittorie di tappa, la maglia bianca di miglior giovane e il terzo posto nella classifica generale. Nessuno avrebbe potuto prevedere che questo giovane talento avrebbe dominato il mondo del ciclismo negli anni a venire. Sette anni dopo, mentre torna su questo tracciato familiare, ancora con indosso la maglie ciclismo UAE Team Emirates che lo ha accompagnato in innumerevoli anni di successi, il suo obiettivo è più chiaro questa volta: vincere la sua prima Vuelta a España e completare l'ultimo tassello del Grande Slam.
I tre Grandi Giri si stanno nuovamente infiammando, con Van Aalt al comando della Visma alla Vuelta a España.
La stagione ciclistica 2026 si preannuncia storica. Nel Giro d'Italia e nel Tour de France appena conclusi, due campioni hanno scritto la propria leggenda in modi drasticamente diversi. Al Giro d'Italia, Wengergaard, con la Abbigliamento LottoNL-Jumbo Ciclismo, ha mostrato un dominio straordinario, mantenendo saldamente la maglia rosa fin dalla prima settimana e conquistando infine la Endless Cup senza alcuna difficoltà. Nel successivo Tour de France, Pogacar, con la maglie ciclismo UAE Team Emirates, ha completato una rimonta entusiasmante per difendere il titolo; la sua incredibile esplosione sui Pirenei è ancora oggi oggetto di discussione tra gli appassionati di ciclismo. Due maglie, due stili, ma entrambi splendenti del genio dei campioni.
Rinato dalle ceneri, pronto per un nuovo viaggio: la carriera ciclistica di Fabio Jakobsen
Nel mondo del ciclismo professionistico, alcuni nomi sono destinati a essere associati a velocità, coraggio e perseveranza. Fabio Jakobsen, il ciclista olandese rinomato per la sua abilità negli sprint, è una di queste figure. La sua carriera è come un drammatico film sportivo: dall'apice al declino, poi la rinascita e ora l'inizio di un nuovo capitolo.
Una squadra, una vita: 16 anni di fedeltà giungono al termine – Kluyswick si ritira dopo la stagione 2026
La leggenda del ciclismo olandese, Kluyswick, 39 anni, ha recentemente annunciato il suo ritiro al termine della stagione 2026, ponendo fine a una carriera leggendaria durata 16 anni e interamente dedicata alla stessa squadra. Da quando è diventato professionista nel 2010, è stato indissolubilmente legato al team ciclistico Vismar: a prescindere dai cambi di sponsor, ha sempre indossato la familiare maglie ciclismo LottoNL-Jumbo, diventando il pilastro più solido della squadra. È un raro esempio di "una squadra, una vita" tra i ciclisti in attività, e l'unico "fossile vivente" che non ha mai cambiato squadra da quando la Vismar è stata sponsorizzata da Lapo Bank nel 2012. Questa dedizione e lealtà sono particolarmente preziose e commoventi nel mondo odierno dello sport professionistico, dove i trasferimenti sono frequenti.
Dalla maglia a pois alla regina dei tre giri: l'ascesa leggendaria di Demi Völlerling
Nel 2022, al Tour de France femminile inaugurale, una ciclista olandese con la completo ciclismo del team SD catturò l'attenzione di tutti. Si trattava di Demi Völlerling. In quella storica corsa, non solo conquistò la maglia a pois di miglior scalatrice, ma si piazzò anche seconda sul podio. Già allora aveva dimostrato un talento e una tenacia straordinari. Tuttavia, lo sport agonistico non è mai solo una gara di forza, ma anche uno scontro di filosofie. Una divergenza di vedute con il team SD la portò a prendere una decisione che le avrebbe cambiato la vita: passare al team FDJ.
Tadej Pogacar torna alla Vuelta a España dopo sette anni, puntando a un successo leggendario
Se c'è una stella più brillante nel mondo del ciclismo di oggi, la risposta è senza dubbio Tadej Pogacar. Recentemente, il Team UAE ha annunciato ufficialmente che il prodigio sloveno, reduce dalla tripletta al Tour de France, parteciperà quest'anno all'81ª edizione della Vuelta a España. Indossando l'iconica maglie ciclismo UAE Team Emirates, Pogacar tornerà alla Vuelta a España dopo sette anni: nel 2019, questo allora esordiente fece il suo debutto nei Grandi Giri proprio alla Vuelta, vincendo tre tappe e la maglia bianca, e concludendo la corsa al terzo posto nella classifica generale.
Riapre la finestra di mercato estiva: un'analisi dei principali trasferimenti ciclistici del 2026
Ogni agosto, puntualmente, si apre la "finestra di mercato estiva" del ciclismo, con le squadre che riorganizzano le proprie rose in vista della stagione successiva. Il mercato di quest'anno non fa eccezione, con diversi acquisti di rilievo che hanno attirato l'attenzione generale. Innanzitutto, il talentuoso corridore Schmid è entrato ufficialmente a far parte del team Q36.5. Questo formidabile corridore, che ha ottenuto numerosi successi nelle classiche e nelle tappe delle Ardenne, indosserà presto la nuova Abbigliamento Q36.5 Pro Cycling e inizierà un nuovo capitolo della sua carriera. Il suo arrivo infonderà senza dubbio una forte grinta a questa giovane squadra, soprattutto nelle corse a più giorni e nelle classiche di un giorno, dove lo stile aggressivo di Schmid si sposa perfettamente con le tattiche del team.
Il 2026 di Van Aalt: un sogno che si avvera a Roubaix, un altro Tour de Denmark
Il 12 aprile 2026, alla 123ª Parigi-Roubaix, sulle strade acciottolate conosciute come "l'inferno del Nord", il 32enne Van Aalt ha finalmente avuto il suo momento. Alla sua settima partecipazione a questa classica brutalissima, ha battuto Pogacar e Van der Poel, conquistando la sua prima pietra d'incoronazione a Roubaix. In quel momento, con indosso la classica maglie ciclismo LottoNL-Jumbo, ha tagliato il traguardo tra polvere e applausi, come se avesse spazzato via tutti i rimpianti per "essere arrivato così vicino alla vittoria e averla persa" sotto le sue ruote. Versatile e formidabile per la Viesma, Van Aalt ha ottenuto successi sia nelle classiche che nelle corse su strada, e questa pietra d'incoronazione è il miglior premio per i suoi anni di dedizione.











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